“LA CITTA’ DONNA” di Cesare Roccati

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Sullo sfondo della città di Chieri vista dal colle di San Giorgio, il Sindaco Claudio Martano accanto a “La Città Donna” l’opera di Cesare che abbiamo donato alla Città, con cerimonia pubblica, presente l’Amministrazione Comunale insieme al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Alberto Sinigaglia, a tanti amici, colleghi della Gazzetta del Popolo e rappresentanti della Fondazione Benvenuti in Italia che è entrata a far parte della nostra Associazione, tra i Soci Fondatori, congiuntamente alla Federazione Nazionale Stampa Italiana. 

Nel corso di questo bellissimo pomeriggio, il Sindaco ha annunciato la futura intitolazione della Sala al Centro Studi Roccati, dedicando quel luogo già frequentato da tanti giovani alla memoria di Vigin e Cesare, proprio nel decennale della scomparsa di Cesare e a pochi giorni dal suo settantaseiesimo compleanno, nella città dove era nato il 16 Aprile 1942.  

La Sala del Centro Studi diventerà anche luogo di formazione e attività dedicate al futuro delle nuove generazioni attraverso la parola scritta, l’Arte e il Giornalismo, proposte dall’Associazione Cesare e Vigin Roccati in sinergia con il  Comune di Chieri, con le reti della Fondazione Benvenuti in Italia e  con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, che già nelle parole del suo Presidente Alberto Sinigaglia, intende portare iniziative aperte agli studenti legate ai corsi di aggiornamento e alta formazione dell’Ordine.

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Accanto a “La Città Donna”  c’è un testo di Cesare iscritto su un piccolo cavaliere, che l’accompagna in quello spazio dedicato allo studio, che ricorda il passato industriale della Città.

“Ciò che vale per i poeti vale per gli uomini comuni, ma anche per i popoli. Ognuno di noi ha bisogno di memoria. Ma invecchiando ne perde un po’, rimuove, senza accorgersene, momenti preziosi della propria vita, individuale e collettiva. Così sta avvenendo nella vita dei popoli. Ad un certo punto non sembrano ricordare nulla, le loro radici, i loro errori. E così, eternamente, si ricomincia da capo, in una sorta di circolo infernale. Accadeva in passato, accade sempre di più oggi, in tempi di globalizzazione, di Internet, di processi che tendono ad azzerare le memorie individuali e collettive.”   Cesare Roccati   

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